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Workshop di Fotografia Naturalistica con Stefano Pretti

Workshop di fotografia Naturalistica… ebbene si ho il piacere di presentare le foto di un mio caro amico: Stefano Pretti. Se volete fare delle foto belle in mezzo alla natura e ai suoi protagonisti contattateci

Non vi stiamo presentando un normale corso di fotografia, che i fotografi fighi chiamerebbero workshop naturalista, noi vogliamo condividere con voi il bello della fotografia nella natura, un paesaggio, i suoi abitanti… un workshop non può essere basato che sulla condivisione delle esperienze fotografiche!

Vorreste fare delle foto come queste? Pensate che bisogna andare in Patagonia? Non avete l’attrezzatura? Non sapete la differenza tra ALSERVO o ONE SHOT? Siamo qua per voi! Stefano vi spiegherà molti segreti della fotografia naturalistica prima con un brief introduttivo e poi con due uscite a cercare volatili e animali della zona nei posti giusti, con il meteo adatto, e la luce più bella! Io vi aiuterò a estrarre il meglio da uno scatto fotografico già perfetto con l’ausilio di Lightroom e Photoshop. Passeremo tre giorni insieme, oppure vi offriremo lezioni personalizzate accompagnandovi a fotografare ed incontrare la natura!

 

Stefano lo conosco da tanti anni, l’ho incontrato la prima volta alla stazione di Siziano mi subito la sua semplicità e la sua simpatia, parla di fotografia… sempre! E’ proprio la sua passione e se vede quello che da queste foto potete imparare, non so voi ma mi viene voglia di impugnare la macchina fotografica e di seguirlo.

Quando abbiamo pensato a questo progetto insieme gli ho chiesto. “Cosa è per te la fotografia Naturalistica? Cosa ti piace di più?” Mi ha risposto sorridendo “E’ il modo più bello per vivere e conoscere la natura”. Io che lo ospito in queste pagine con grande onore posso solo dargli ragione. La fotografia ti fa incontrare quello che vedi e ti dà la possibilità di conoscerla. Spesse volte mi sono trovato con Stefano e l’ho visto attratta da animali nel cielo o a terra e subito mi diceva “Ecco vedi; una poiana, una cinciallegra”. Effettivamente mi veniva voglia di capire come faceva a fotografarli così bene e così da vicino. Contattateci e venite a scoprire tutti i segreti della fotografia naturalistica.

 

Potete contattare Stefano Pretti nella sua pagina personale di Facebook

Qui proponiamo 2 uscite fotografiche da programmare insieme e un momento in cui con l’ausilio di Lightroom e Photoshop daremo il giusto gusto alle foto da voi scattate. 

Ma se volete una persona di cui fidarvi potete chiedere a Stefano di accompagnarvi in posti speciali;

Racconigi – dove possiamo andare a fotografare dove possiamo fotografare Anatidi e vari rapaci in libertà in un capanno al centro del “Centro Cicogne”

Engadina Val Roseg – Nel bosco magico dove gli animali ti mangiano sulla mano, conosceremo e fotograferemo il picchio muratore, cinciallegre, cincie bigie, nocciolaie e scoiattoli.

Il delta del Po – un luogo molto suggestivo dove incontrare la natura che cambia secondo la stagione

Non vi resta che contattarci qui

 

47a CANOE MARATHON VIGEVANO-PAVIA

Sono lieto di informarvi che tutte le foto scattate durante la 47a CANOE MARATHON VIGEVANO-PAVIA sono raccolte in queste gallerie. Può essere prenotato l’acquisto della stampa o del file inviando una mail all’indirizzo di posta elettronica info@diegoravenna.it, indicando per intero in nome del file al fine di consentirmi l’individuazione corretta della foto. ESEMPIO 

—-   1000 BerIMP D5R_3205 —-

E’ la prima foto che si vede nella galleria di Bereguardo posizione 1 di 3. Se avete necessità di ulteriori chiarimenti contattatemi.

Tutte le gallerie sono protette da password. 

Contattatemi direttamente via mail all’indirizzo info@diegoravenna.it e al numero 3270870699, per ulteriori necessità.

Dal mio sito potete trovare la pagina dedicata all’evento 

http://www.diegoravenna.it/canottieripavia/
 
 

Grazie a tutti per la bellissima giornata!

 

 

 

Chiara e Martino e un bosco…

Conosci una ragazza. Continui a pensare a lei. Pensi a lei quando vai al lavoro di lunedì mattina, e passi sotto un cavalcavia. Sembra invece l’entrata di un luna park, di un grande bosco verde.

Tutto questo è autobiografico… quindi non vale. La storia che vedete qua, è di Martino e Chiara, ma anche qui, tutto è diventato diverso quasi un’altra cosa.

E’ un’altra cosa.

L’amore sembra quella cosa strana che ti fa fare gesti per un’altra persona, per esaltare quest’altro universo fuori da te, fino al punto che tutto quello che fa all’altro, serve per te.

Non so se questo basta. Io li ho visti, Chiara e Martino. Li ho visti prima del 22 aprile. Come saranno quel giorno?

Non vedo l’ora di rivederli. Cammineranno, lei verso di lui, ci sarà un silenzio che ascolterà il loro sguardo. Come questi alberi che hanno raccontato oggi questo sguardo. Infatti vedevo tutto anche il loro abbraccio delicato,

mostrato con segretezza, come il sole si mostra all’ultima foglia di un ramo d’albero là in fondo. Ho visto il loro sguardo. Lui ha guardato lei, eppure poi lei ha guardato lui. Non esistono le gare di sguardi ma io so chi ha vinto.

 

Poi ci salutiamo, e Martino mi fa un regalo strano, inatteso, inimmaginato. “Quando era Natale ho regalato a Chiara il tuo servizio per il nostro matrimonio. Ho stampato il primo articolo del tuo blog, che parla della tua fotografia di matrimonio, e l’ho consegnato come un biglietto, ed eccoci qua”. Da quello strano inizio sembra passato tanto tanto tempo… come risponderebbe qualcuno “1/250 + 30 anni” ma no… Conosco fotografi più bravi di me, conosco mariti più bravi di me, conosco uomini che mi hanno insegnato a guardare gli alberi…

Incontri con papà e son ravvicinati del terzo tipo

Certe volte il mio lavoro mi porta a conoscere gente strana, che poi son quelle persone che preferisco. Persone che, sembra non abbiano tutte le rotelle in riga e invece hanno “solo” una personalità incontenibile, ti fanno venir voglia di vivere, di conoscerle…

se le conosco mi vien da fotografarle bene. Amo la fotografia, ma amo di più mia moglie. Credo sia questa visione che mi accomuna a Cesare. Ama il suo lavoro, me l’ha raccontato, me l’ha fatto vedere tante volte dal palco…

ma ciò che ama di più… lo trovate qua. Incredibile!

Ero curioso di conoscere Cesare Zanotti… bhe lo conoscevo già, è la colonna portante dei Rad1… ero emozionato non tanto per lui, perché comunque durante l’inverno non va in giro con il kilt (per fortuna)

come d’estate ai concerti, ero emozionato perché aveva deciso di regalarsi un servizio fotografico per la festa del papà, insieme a suo figlio! Chiedimi tutti i dettagli. Sentivo un po’ il peso della responsabilità! A proposito di super eroi,

io ero un po’ come l’uomo ragno, con il potere della fotografia (la mente corre troppo veloce, scusate). Quindi in realtà il regalo lo stavano per fare a me. Mi ha portato dentro la sua passione per la musica, nella scuola di musica di Casteggio, per svelarmi il suo amore più profondo: Claudio. #scusaseèpoco.

Intimorito io, di fronte ad un bimbo. Per un attimo ho avuto tre occhi. Uno per Cesare, uno per Cristina, uno per Claudio. Ho capito subito che tra loro c’è una magia e che sono uno spettacolo… bastava guardare.

Ero in una scuola di musica e abbiam parlato anche dei Blues Brother, e la parola spettacolo girava nella mia mente: “vogliamo lo show, vogliamo lo show, vogliamo lo show”. Così delle volte mi faccio dei film.

 

Non sei di Pavia se… non hai sentito almeno una volta nella vita i RAD1.

Non puoi fare il fotografo se non puoi goderti questa bellezza. Tutto il resto è solo un click.

Io e Cesare, come se ci fossimo visti la sera prima, cominciamo a raccontarci le nostre vite di papà, di mariti, dei figli, di lavoratori. Abbiamo tanti ambiti uguali e diversi, le stesse persone, due esseri umani alla ricerca della bellezza… di Cesare mi colpisce, che non stacca gli occhi da suo figlio. MAI. Ancor più discretamente guarda sua moglie, come se tendendo a lei la mano imbracciano l’avventura di essere padre e madre. Insieme, diversi, diversissimi, uniti. Cosa devo dire d’altro. Il progetto Papà, continua, altre mamma sono interessate. Altre persone da incontrare, da conoscere. Nella vita mi chiedo spesso se ci riuscirò. Dovrei imparare da Cesare… un treno in corsa. Grazie!

 

Guarda tutti i miei lavori

Questa è la proposta per la festa del papà

Papà in festa? Merito dei figli che fanno i super eroi…

Festa del papà? Vuoi fare un regalo alla festa del papà? Regala un po’ di foto! Chiedimi COME cliccando QUI! Poi un giorno incontri Salvatore, grazie al fatto che ha tatuaggi, grazie al fatto che è cliente della mia sorella tatuatrice… Voglio conoscere un papà, speciale. Bello, tatuato, e che voglia regalarsi delle foto con la sua bambina. Nasce un incontro, un sogno, basato su quello che Nicole desidera di più. Sui gusti che incontrano padre e figlia. Arriva la passione della figlia, che poi per riflesso è la passione del babbo. Hiphop. Uno stile di vita? Una danza di strada? Io non conosco questo, ma so cosa vuol dire essere padre, e quindi mi impegno per raccontarlo. Ho tre figli e molte fotografie che parlan di questo. Basta vivere, basta guardarli, basta amarli. Chiedere a loro cosa ne pensano di noi? di noi papà? Sono inciampato in una frase “Ho sempre desiderato vestirmi da eroe. Ma i vestiti di mio padre mi vanno larghi”. E poi ho conosciuto Salvatore…

 

… è stato proprio bello, e spero che possiamo rivederci, magari ad una gara di ballo, oppure chi lo sa…

Vineria – un posto speciale un posto d’amore e d’amare

 Vineria in Borgo Ticino, una zona bella della città di Pavia. La Vineria InOLTRE di Via dei Mille (72 per la precisione) è un posto speciale. Forse sgarruppato ma l’amore di Claudia per i suoi vini è qualcosa di particolare. Leggetevi con calma questa storia e in fondo ci sarà una sorpresa per voi.

La prima volta sono entrato in Vineria perché ho visto una bottiglia di un viticoltore che conosco. Poi in Vineria trovi un mondo, un mondo di dettagli, un mondo di sapori, ma anche un mondo di bene. Perché se fai il tuo lavoro come lo fa la mia amica Claudia allora veramente succede qualcosa di magico.

Cioè unire la passione e il lavoro non è semplice. Se accade nasce un fiore, ogni tanto osservate il suo bancone, è pieno di questi frutti. Può esserci una rosa oppure un sorriso oppure una magia. Quella magia della Vineria che segue un sogno, che segue una follia. Solo e sempre, Oltrepò Pavese perché ogni uomo e ogni donna che amano il proprio territorio pensa che ci possa nascere qualcosa di bello. Contro tutti e contro tutto. Vi invito ad assaporare anche questo in Vineria, ma poi vi spiego alcuni trucchi per vivere al meglio l’esperienza di gusto e passione che trovate in Vineria.

Vi sto raccontando, vi sto sussurrando, anche con le mie foto, come la Vineria migliora la vita. Lo so, sembra tutto strano, ma la magia che fa un bicchiere di vino, poche cose sulla terra ci riescono. Se poi è dell’Oltrepò Pavese… comunque…

  1. In mezzo tra lavagna e la macchina del caffè scoprirete sempre un goccino di Claudia, osservate bene. È un po’ come annusare il vino. E cercare come fanno i sommelier, Claudia è sommelier, che carattere ha il vino, come è fatto. Io annuso, ma poi mi piace bere. Fatevi descrivere i suoi vini, i vini della vineria, i vini di Claudia. Io sono sicuro che ad ogni vino ci sarà una storia. Perché lei va dalla vineria alle cantine dell’oltrepò, come quelli che vanno a piedi da Lodi a Milano per incontrar la bella gigucin, per incontrare un amore, una bellezza, un buon sapore di affettati e formaggi.
  2. Fatevi descrivere i suoi vini, i vini della Vineria, i vini di Claudia. Io sono sicuro che ad ogni vino ci sarà una storia. Perché lei va dalla Vineria alle cantine dell’Oltrepò, come quelli che vanno a piedi da Lodi a Milano per incontrar la bella gigucin, per incontrare un amore, una bellezza, un buon sapore.
  3. E finalmente siamo arrivati al dunque. C’è un segreto. In realtà, io sono un fotografo, di matrimoni e di persone, di eventi e mi piace raccontare il bene che si vogliono le persone.Seguite la proposta di Claudia e troverete in Vineria un tagliere di gusti speciali, ricco di amore per le cose buone, accompagnatelo con una bottiglia di vino Oltrepò Pavese e tutte le domeniche di Marzo a pranzo potrete averlo con 5 euro di sconto! Cercate Diego Ravenna su Facebook, o su Istagramm chiedetemi l’amicizia e iniziate a seguirlo quando andate a pagare dite “IO AMO DIEGO RAVENNA”. I primi 10 avranno subito un trattamento speciale, 5 euro di sconto!

 

chiedimi l’amicizia per avere lo sconto

cosa ti sei perso in SCATTODIVINO

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Festa del Papà

Festa del papà e fotografia come fanno ad andare d’amore e d’accordo? Fotografare un papà non è facile. Fotografare un papà con due figli può essere difficile.

papà

Fotografare un babbo senza la moglie e senza la mamma che torna tardi, è arduo: ma l’amore vincerà. Se poi ci metti tre pesci è la fine, ma noi ce la faremo. Raccontare con le foto come si diventa papà forse non si può. Io non parlo, ma vedo. Marco ha due bimbi, anzi lui non si chiama Marco si chiama Marho.

Perché da dove viene lui, sanno raccontare bene tante cose, ma senza la “c”. Ora sono qui tutti, la famiglia di Marco, Michela, Arturo e Ferruccio sono qui per amore. Stavo dicendo della C… si esatto proprio quella di cannuccia. La storia di questo papà è speciale, ma semplice.

La moglie arriva tardi ma tutto serve perché così posso dire che la mamma di Arturo e Ferruccio ha regalato un po’ di foto mentre fanno qualcosa di speciale. La mamma ha regalato a Marco un servizio fotografico per la festa del papà. Ma si può? Se puoi desiderarlo puoi farlo!

Per questa missione impossibile ho un aiutante.

 

Mi aiuta quando il Marco è al telefono. Queste foto le ha fatte lui. Arturo, basta capire che il tasto va schiacciato piano e in due tempi.

E poi fa delle foto al fratello e al babbo! Molto bravo! Se non ti dispiace le posso usare?

Per la festa del papà questo regalo è originale come la ricetta che hanno seguito. Infatti non c’è una ricetta si va d’istinto, quel bel sentimento che guida tutti verso…

Comunque una madre torna, e la prima cosa che fa è sorridere, perché lei sa cosa l’attende!

Ma il pesce al forno sarà stato buono? Così al volo la mamma Michela mi sta invitando a cena ma… ho dovuto rinunciare!

www.diegoravenna.it 

Se non pubblichi Scatto diVino rischi parecchio

Il vino non è per persone pigre, ma se non volete leggere, allora clickate qui.

La serata è stata speciale, tanta gente, gente bella, vino buono. Sempre presenti, Sandro Torti, Gian Maria Vercesi del Castellazzo e per ultimo il Picchioni Andrea.

Partiamo dall’inizio o dalla fine? La cosa più importante è che ci siamo divertiti tutti, ma proprio tutti, chi faceva i risotti, chi beveva, chi tagliava e se non stai attento, ti sparano…

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Poi appunto, si affettata di fretta e buoni salami per accontentare le milioni di persone corse in Vineria inOltre per questo bell’evento di vino, riso e foto.

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E dopo il primo bicchiere, c’è il secondo, e poi il terzo e poi… non saltiamo alle conclusioni…

UN BICCHIERE

DUE BICCHIERI

TRE BICCHIERI

E quindi alla fine una vincitrice ha festeggiato… e anche tanto…

Il lavoro della Rosa dura per sempre

Se la prima parola è lavoro la secondo è pensione?

Il sito della Treccani dice sulla parola Pensione:

Rendita permanente o temporanea che lo stato o gli istituti di previdenza corrispondono ai lavoratori del settore pubblico o privato, oppure ai loro familiari o ad altri aventi diritto, in relazione a un pregresso periodo di servizio o di attività lavorativa…

Ecco perché il lavoro rende liberi, perché dopo un po’ non lo fai più, smetti di lavorare. Lasci quei posti monotoni tristi e cupi, e usi le tue energie per fare altro, per lavorare per te stesso.

001 di rosa in rosa - Diego Ravenna

 

 

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Sarà vero?

“Fai della tua passione un lavoro e non lavorai neanche un giorno della tua vita.”

Questa frase Google me la trova in un altro blog legato alla fotografia, che ironia.

Qui non si scherza, o c’è passione, o c’è almeno una rosa rossa, un cuore che pulsa sul lavoro oppure non ci sono motti, non c’è filosofia che tenga, e il morale va sotto terra.

Il lavoro è quella cosa che devo fare, se non vado a lavorare, non ho soldi per mangiare, non mi basta.

La rosa, per giunta rossa, è il fiore della passione, dietro casa c’è un fiorista e l’impulso di comprarla è stata veramente irresistibile, come godere di quell’abbraccio che ho ricevuto sul posto di lavoro di mia mamma. Il posto di lavoro della mia mamma, che oggi, lascia.

002 di rosa in rosa - Diego Ravenna

Lasciare il posto di lavoro è un traguardo, non riesco a pensare ad altro che alla morte. Il lavoro è la vita, la morte è la fine? Non credo, lasciando il posto di lavoro, sono convinto che mia mamma, che alla fine ha generato tutto me e altri due (pure misteriosamente, pure miracolosamente) possa godere di una vita nuova.

L’altra sera ho ricevuto una notizia, mi hanno detto “va tutto bene”, lo ha detto una dottoressa, quindi ci si può fidare. Il loro lavoro è una passione, altrimenti chi lo farebbe, dai!

La giornata mi ha fatto più pensare ad altro, al solito tram tram, che a questo “va tutto bene”.

Infastidito e con qualche prurito di troppo mi trascino a cena, saluto mia moglie con un bacio, mia figlia con un bacio, l’altra mia figlia con un altro bacio. Fame poca, sul lavoro della giornata non ho dimenticato nulla, prima di arrivare a casa dovevo telefonare a mia moglie che avrebbe agevolato la cena. Mi son dimenticato.

La cena finisce con il mio muso lungo e un hamburger da capogiro, fatto con amore da mia moglie che di lavoro fa la santa. Santa Sandra. Ringrazio anche Esselunga che per la buona carne.

Cerco una spiegazione logica per il mio malumore, i miei geni, la mia perenne distrazione, mi son dimenticato anche del agevolare mia moglie nella preparazione del cibo. Io mangerei per lavoro, è una mia passione. Continuo a cercare la spiegazione del mio malumore, anche questo lo faccio per lavoro: cerco spiegazioni. Che ci crediate o no sono anche uno scienziato.

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Arriva Facebook a farmi compagnia, e incappo nella notizia della morte (quella vera) di Bud Spancer (Carlo Pedersoli). Tra le mille citazioni mi colpisce che della vita e dei suoi mali, di cui forse il lavoro, il sistema, le mille regole, screpolano continuamente il morale di chiunque, suggerisce di fottersene. Come? A volte il mondo mi crolla addosso e dovrei fottermene?

Lo so è una provocazione, il morale, l’entusiasmo, il lavoro, le passioni, i dolori non possono essere sconfitti da una rosa, da un sorriso. Ma qualcuno che ti dice di guardare nella direzione giusta ci deve essere? Un dottore che ti dice “va tutto bene” ci deve essere.

Sempre dalle frasi sue più celebri: “Sa, tutto lavoro e niente spasso, il morale scende in basso

(Non c’è due senza quattro)”

 

E poi un’altra e la chiudo qui “La morte non mi fa paura: da cattolico, provo curiosità, piuttosto Curiosità. Sì, curiosità di sbirciare oltre, come il ragazzino che smonta il giocattolo per vedere come funziona. Naturalmente è una curiosità che non ho alcuna fretta di soddisfare”

 

Io di lavoro vorrei fare l’uomo curioso che cerca spiegazioni, e farò una grande carriera, perché so anche che c’è una spiegazione per tutto.

 

Buona vita a tutti

Saluto e mi inchino

001 e lo so - Diego Ravenna

www.diegoravenna.it

Scatto DiVino – Vineria InOLTRE – Pietro Torti – Gian Maria Vercesi del Castellazzo – Andrea Picchioni

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